L’interno

L’INTERNO DEL SANTUARIO

L ’interno è di stile rinascimentale, a croce latina, a tre navate, le due laterali si incontrano nel retrocoro. L’architettura interna è di Galeazzo Alessi, l’esterna del Dolcebono per la navata centrale; per le laterali è di Cesare Cesariano. I rivestimenti in marmo sono di Alessi.
Gli stucchi della navata centrale sono di Cristoforo dei Lombardi. Il pavimento è di Martino Bassi, meraviglia d’arte e ricchezza unica, che tocca il vertice sotto la cupola.
Nelle navate laterali l’ornato delle volte è barocco. Stucchi e affreschi sono del Cerano, di G. C. Procaccini, dei fratelli Fiamminghini.

Da sinistra
1a Cappella: Madonna tra i Santi, del Bergognone (1450-1522). Stucchi e affreschi del Cerano.

2a Cappella: Madonna tra i Santi Nazzaro e Celso. Affresco del XIV secolo, trasportato qui dalla chiesetta preesistente, chiamata di S. Nazzaro in campo.
La Madonna è molto venerata sotto il titolo di «Madonna delle Lacrime». Il miracolo del pianto è avvenuto il 13 e 14 luglio 1620.

Madonna delle lacrime

Madonna delle lacrime

Sopra, una tela di Francesco Panfilo, detto il Nuvolone (1608-1691) con una graziosa fuga di angeli. Stucchi e affreschi del Cerano.

3a Cappella: Martirio di Santa Caterina di Alessandria, del Cerano (1557c.-1632c.). Affreschi dei fratelli Della Rovere, detti i Fiamminghini.

4a Cappella: La Pietà di Giulio Cesare Procaccini. (1570c.-1625).

Sacristia: Lavabo di Bernardo Palanchino. Sopra, due tele: Annunciazione e Visitazione di Camillo Procaccini (sembra errata l’attribuzione al Cerano).

Sacristia detta del “Tesoro”: Mobili in noce a intaglio, di G. B. Mangone. L’Assunta coi cherubini e le statue dei 12 apostoli sono di Giovanni Taurini.
Di fronte alla porta: Fuga in Egitto di Raffaello, copia dello Knoller; l’originale è a Vienna, portatovi perordine di Giuseppe II. Sopra la porta: Le due Mamme, copia. L’originale di Leonardo e Salaino è a Parigi, per volontà del Vicerè Eugenio Beauharnais.

5a Cappella: Sarcofago del IV secolo. Contenne le Reliquie di S. Celso, ivi poste da Sant’Ambrogio e conservate nella Basilica di S. Celso. Fu il Card. Schuster a traslare le reliquie dalla Basilica al Santuario.

Il sarcofago (sec. IV) che ha contenuto S. Celso fino al 1935 (5a cappella).

Il sarcofago (sec. IV) che ha contenuto S. Celso fino al 1935

Sul davanti, cinque scene evangeliche, che si susseguono contigue, senza segni divisori: il Presepio, i Magi, il Cristo tra gli Apostoli Pietro e Paolo, le donne al sepolcro, la “Confessione di fede di Tommaso”.
Sul lato destro: Mosè percuote la rupe; sul sinistro: guarigione dell’emoroissa.
Pala dell’altare: Assunzione di Camillo Procaccini (1546-1627).
Quadro a sinistra con S. Francesco e affreschi pure del Procaccini. Sotto il quadro dell’Assunzione, in un’urna, il martire S. Basilide.

Le volte del retrocoro sono state affrescate con vera perizia artistica dai fratelli Campi, Callisto Piazza, Carlo Urbino, fratelli Fiamminghini, quasi a commento e sviluppo del soggetto della cappella corrispondente.

6a Cappella: Caduta di S. Paolo, tavola assai apprezzata del Moretto (1498c.-1554). Affreschi della volta attribuiti al Moretto.

7a Cappella: Affreschi di Bossius.

8a Cappella: S. Gerolamo nel deserto, tavola di Callisto Piazza (1562). Affreschi dello stesso pittore.

9a Cappella: Gesù domanda e riceve la benedizione di sua madre, prima della Passione, di Carlo Urbino da Crema (1550-1585?).
È chiamata la Madonna della benedizione e dell’addio. Una tradizione vorrebbe sia stato questo quadro a dar origine alla benedizione degli sposi, dopo il matrimonio, così che il Santuario è chiamato la chiesa degli sposi.
Questa Madonna è chiamata anche dei Missionari perché davanti a Lei si sono inginocchiati, per l’ultima benedizione in patria della Madre celeste, centinaia di Missionari e Suore, prima di partire per le terre di evangelizzazione.

10a Cappella: Il Battesimo di Gesù di Gaudenzio Ferrari (1470-1546), unica opera, ma assai pregevole, dell’insigne pittore, in possesso del Santuario. Di fronte la statua originale dell’Assunta, di Fontana, già sul fastigio della facciata ora sostituita con una copia.

11a Cappella: Assunzione di Carlo Urbino.

12a Cappella: S. Renato Vescovo di Torino (415- 60) pure di Carlo Urbino.

13a Cappella: Affreschi di Bossius.

14a Cappella: Resurrezione di Gesù, di Antonio Campi (1514-1587).

15a Cappella: al centro: Grandiosa tavola con S. Gerolamo che riceve il cappello cardinalizio dal Bambino Gesù presenti Maria e Giuseppe. In alto nella lunetta il Padre Eterno, appena sopra l’altare, S. Rocco, sulle pareti superiori affreschi. Tutto è opera di Paris Bordone (1500-1570), discepolo del Tiziano. Meravigliosa opera, unica di questo pittore in Santuario, ma di grande pregio artistico, tale da rappresentare la scuola veneta in tutti i suoi pregi.

16a Cappella: Martirio dei Santi Nazzaro e Celso, celebre tavola di Giulio Cesare Procaccini. Dello stesso pittore gli affreschi alle mura e alla volta.

17a Cappella: Il Crocifisso di S. Carlo, opera in legno il cui valore artistico è minimo, ma grande il valore storico e devozionale.

Fu portato al Santuario da S. Carlo in persona, in una memorabile processione di penitenza, al tempo della peste che da lui prese nome. Gli affreschi delle volte sono dei Fiamminghini.
Sotto la mensa dell’altare, composto in un’urna di bronzo dorato, il corpo di S. Celso. Nel 1935 il Card. Il defonso Schuster lo tolse dal nascondimento del pur artistico sarcofago e lo volle visibile alla devozione dei fedeli.

18a Cappella: La famiglia della Madonna coi Santi Gioacchino e Anna, recentemente attribuito al “Legnanino”. Affreschi del Cerano.

19a Cappella: S. Caterina da Siena bacia il costato di Gesù, di Melchiorre Gherardini. Affreschi e stucchi del Cerano.

“Segue la cupola”

Santuario Interno
Santuario Interno
Bergognone: La Madonna tra i Santi (1a cappella).
Bergognone: La Madonna tra i Santi (1a cappella).
Navata restaurata
Navata restaurata
Urna con il corpo di S. Celso.

Urna con il corpo di S. Celso.